Come possono i ricercatori rendere i dati visivi più aperti e accessibili, affrontando al contempo le sfide etiche, giuridiche e metodologiche che ne derivano? CodeVis (www.codevis.org), una nuova piattaforma interattiva sviluppata presso l’USI, offre indicazioni pratiche e risorse per sostenere una condivisione responsabile dei dati nella ricerca sociale visiva.
Fotografie, video, schermate e altri materiali visivi assumono un ruolo sempre più centrale nella ricerca sociale, offrendo informazioni preziose sulla vita sociale, sulla cultura e sulle pratiche quotidiane. Tuttavia, la condivisione di questi materiali presenta sfide specifiche: i dati visivi sono spesso fortemente dipendenti dal contesto, difficili da anonimizzare e soggetti a reinterpretazioni involontarie o utilizzi impropri. Rendere questi dati liberamente accessibili richiede quindi un’attenta valutazione delle implicazioni etiche, giuridiche e metodologiche.
CodeVis risponde a queste sfide traducendo raccomandazioni basate sulla ricerca in risorse pratiche e interattive. Strutturata attorno al ciclo della ricerca, la piattaforma guida i ricercatori attraverso le decisioni fondamentali di ogni fase, dalla concezione iniziale di uno studio fino alla condivisione e al riutilizzo dei dati. La piattaforma suggerisce che l’apertura dei dati non sia una scelta tra due sole alternative, ma che sia possibile adottare diversi gradi di apertura a seconda della natura dei dati, del contesto della ricerca e delle considerazioni etiche coinvolte.
La piattaforma comprende indicazioni concise e orientate alla pratica, accompagnate da video esplicativi, alberi decisionali interattivi e risorse aggiuntive per supportare decisioni informate.
CodeVis è stata sviluppata nell’ambito del progetto finanziato da swissuniversities ODSS-PROV – Open Data, Shared Standards: Promoting Adequate Open Data Practices in Visual Social Research. Si basa sulle Recommendations for Open Data Practices in Visual Social Research, pubblicate precedentemente e disponibili su Zenodo, elaborate nell’ambito di un precedente progetto di ricerca, finanziato dalle Accademie svizzere delle scienze.
Il progetto è il risultato di una collaborazione tra l’Istituto di tecnologie digitali per la comunicazione (ITDxC) della Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’USI e il Centro di Competenza in diritto digitale (CCdigitallaw) dell’eLab ed è stato diretto dalla Prof.ssa Katharina Lobinger e dalla Dr.ssa Anna Picco-Schwendener.